mercoledì 21 marzo 2012

FRANZ JOSEPH HAYDN

Franz Joseph Haydn nacque a Rohrau, in Austria il 31 marzo 1732 e morì a Vienna il 31 maggio 1809.
L'imperatrice d'Austria Maria Teresa, amava sopra ogni altra cosa occuparsi personalmente del coro della Cattedrale di S.Stefano, di Vienna.

ANTONIO VIVALDI

Antonio Lucio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741) è stato un compositore e violinista italiano[1][2] legato all'ambiente del tardo barocco veneziano.
Detto il Prete Rosso per il colore dei suoi capelli, fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Non trascurò inoltre l'opera lirica. Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra.
Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo, soprattutto tedeschi, tra cui Bach, Pisendel e Heinichen.
Come avvenne per molti compositori del barocco, dopo la sua morte il suo nome e la sua musica caddero nell'oblio. Fu grazie alla ricerca di alcuni musicologi del XX secolo, come Arnold Schering, Marc Pincherle, Alberto Gentili e Alfredo Casella, che Vivaldi uscì dalla dimenticanza.
Le sue composizioni più note sono i quattro concerti per violino conosciuti come Le quattro stagioni, celebre esempio di musica a soggetto.
Gli è stato dedicato un cratere su Mercurio[3].

BERNART DE VENTADORN

Bernart de Ventadorn o Bernat del Ventadorn (in antico occitano), francesizzato in Bernard de Ventadour, (Moustier-Ventadour, 1130-1140 – Abbazia di Dalon ?, 1190-1200) è stato uno dei più celebri trovatori in lingua occitana del periodo classico della poesia trobadorica.
Indice 
Una biografia di Bernard che un tempo godette di grande credito è quella composta da Ugo o Uc de Saint Circ, trovatore della prima metà del XIII sec. che dichiarava di avere attinto a fonti degne di fede. Solo in seguito gli studiosi hanno dimostrato che era fondata su elementi immaginari. A questa biografia credeva anche il Carducci che divideva la vita di Bernart in tre fasi: la fase felice di amore per una viscontessa (interrotta dalla scoperta del visconte), l'amore per Eleonora d'Aquitania, un terzo periodo tolosano alla corte di Raimondo IV dove ebbe nuovi amori.
Era probabilmente – sempre secondo quanto riferisce Uc de Saint Circ – il figlio di un fornaio e uomo d'arme nel palazzo (Château de Ventadour) dei duchi di Ventadorn nel dipartimento francese del Corrèze, anche se alcuni lo identificano con il Bernard abate di Tulle, suo contemporaneo, membro della dinastia dei duchi di Ventadorn (la confusione è data anche dalla frequenza con cui il nome Bernard veniva assegnato soprattutto all'interno della famiglia governante).
Una lettura più sottile delle sue vidas e della Satira di Peire d'Alvernhe che le ha ispirate, lascia trasparire che egli non fosse di origini così modeste, ma forse il bastardo del grande signore Ebolo II di Ventadorn o addirittura dello stesso Guglielmo IX d'Aquitania. William Padden lo assimila a un certo Bernard, membro della casata dei Ventadorn, che morì come abbate di Saint-Martin de Tulle. Qualunque siano le sue origini, sembra (secondo i riferimenti attinti dalla sua poesia Lo temps vai e ven e vire) che egli a un certo punto fosse diventato discepolo del suo signore, il visconte Ebolo II Lo Cantador che lo istruisce nell'arte della composizione lirica cosiddetta del trobar. Avrebbe composto le sue prime canzoni per una certa Margherita di Turenna, la donna del figlio di tale signore, cosa questa che gli valse l'espulsione da Ventadorn.
Come si evince soprattutto dai testi delle sue composizioni, Bernart lo si trova a Montluçon e Tolosa, e infine in Inghilterra al seguito della corte di Eleonora d'Aquitania, divenuta sposa del re Enrico II Plantageneto[1]. In seguito passa al servizio di Raimondo V di Tolosa per terminare, secondo quanto si legge nella sua vida, il resto della sua vita nell'abbazia di Dalon.

martedì 20 marzo 2012

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Wolfgang Amadeus Mozart, è stato un compositore, pianista, organista e violinista austriaco, a cui è universalmente riconosciuta la creazione di opere musicali di straordinario valore artistico.

Mozart è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica, dotato di raro e precoce talento.
Morì all'età di trentacinque anni, lasciando pagine indimenticabili di musica classica di ogni genere, tanto da essere definito dal Grove Dictionary come "il compositore più universale nella storia della musica occidentale": la sua produzione comprende musica sinfonica, sacra, da camera e opere di vario genere.
La musica di Mozart è considerata la "musica classica" per eccellenza, egli è infatti il principale esponente del "Classicismo" settecentesco, i cui canoni principali erano l'armonia, l'eleganza, la calma imperturbabile e l'olimpica serenità.
Mozart raggiunge nella sua musica divina vertici di perfezione adamantina, celestiale e ineguagliabile, tanto che il filosofo Nietzsche lo considererà il simbolo dello "Spirito Apollineo della Musica", in contrapposizione a Wagner, che Nietzsche definirà l'emblema dello "Spirito Dionisiaco della Musica".

GEORG FRIEDRICH HAENDEL

  Georg Friedrich Haendel 


Nacque il 23 febbraio 1685 ad Halle, nella regione tedesca della Sassonia, da una famiglia borghese. Mostrò da subito una fortissima passione per la musica, trovando un serio ostacolo nel padre che voleva farne un uomo di legge; si iscrisse perciò alla facoltà di diritto dell'Università di Halle, che abbandonò ben presto.
Cominciò quindi a viaggiare ed arrivò ad Amburgo, unica città tedesca che, all'epoca, potesse vantare un teatro dell'opera indipendente da corti o signorotti. Qui il giovane scrisse le prime opere (non pervenuteci) e conobbe il compositore e storico musicale Johann Mattheson, che lo iniziò al melodramma.
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4d/Georg_Friedrich_H%C3%A4ndel.jpg/220px-Georg_Friedrich_H%C3%A4ndel.jpgContemporaneo di Bach, che visse prevalentemente nei piccoli borghi della Turingia, Händel conobbe invece i maggiori centri europei e le loro corti, dove elaborò stilemi propri che tennero sempre conto delle peculiari caratteristiche timbriche prodotte dalla musica del primo Settecento (il solenne fugato sassone da Buxtehude, la sonata da camera e da chiesa da Corelli, l'aria col da capo da Alessandro Scarlatti, l'ouverture francese da Lully, l'immediata cantabile melodia delle canzoni da Purcell).
Dal 1706 al 1710 visse in Italia, dove raffinò la sua tecnica compositiva adattandola a testi in italiano; rappresentò opere nei teatri di Firenze, Roma, Napoli e Venezia e frequentò musicisti come Scarlatti, Corelli, Marcello. A Roma fu al servizio del Cardinale Pietro Ottoboni, mecenate anche di Corelli e Juvarra, e per due anni fu ospite del Principe Francesco Maria Ruspoli, che lo nominò Maestro di cappella. La sua prima opera italiana andò in scena, con successo, nel 1707 a Firenze: era quel Rodrigo, ovvero Vincer se stesso è la maggior vittoria che è stato recuperato solo in tempi recenti dall'Accademia Musicale Chigiana di Siena. A Venezia, nel 1709, fu salutato  col grido "Viva il caro Sassone" al debutto dell'opera Agrippina, la prima a giungere nella sua integrità fino ai nostri giorni. 
Dopo essere stato per breve tempo direttore musicale alla corte di Hannover, nel 1711 si trasferisce a Londra per rappresentarvi il Rinaldo, che riscuote notevole successo. Decide così di stabilirvisi e fondare un teatro dell'opera, la Royal Academy of Music, per la quale, tra il 1720 e il 1728, scriverà quattordici opere. A Londra conoscerà la vera gloria (addirittura, un mecenate gli farà erigere - lui vivente! - un monumento nei Giardini di Vauxhall).

sabato 10 marzo 2012

LUDWIG VAN BEETHOVEN


ludwig van beethoven

Ludwig van Beethoven è stato un compositore e pianista tedesco. Figura cruciale della musica colta occidentale, fu l'ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese ed è considerato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
Nonostante i problemi di ipoacusia che lo afflissero prima ancora d'aver compiuto i trent'anni, egli continuò a comporre, condurre e suonare, anche quando poi divenne completamente sordo. Beethoven ha lasciato una produzione musicale fondamentale, straordinaria per la sua forza espressiva e capace di evocare una gran mutevolezza di emozioni. Beethoven influenzò fortemente il linguaggio musicale del XIX secolo e oltre, tanto da rappresentare un modello per molti compositori. Crebbe in tal modo, nel periodo Romantico, il mito del Beethovenartista eroico, capace di trasmettere attraverso la sua opera ogni sua emozione, esperienza personale o sentimento; ciò nonostante, la sua adesione alle regole dell'armonia nelle modulazioni e il rigetto dei cromatismi nelle melodie lo collocano nel solco della tradizione del Classicismo pur anticipando molti aspetti del futuro Romanticismo.
Nel vasto catalogo delle composizioni beethoveniane, grande rilievo hanno la sua produzione cameristica, quella sinfonica e le opere pianistiche.

    ANDREA CAMILLERI

    Biografia 

    Nasce nel 1925 a Porto Empedocle (AG), figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla marcia su Roma[1]. Attualmente vive a Roma. Dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza in collegio vescovile (fu espulso perché lanciò delle uova contro un crocifisso) studia al liceo classico Empedocle di Agrigento dove nel 1943 otterrà la maturità senza fare esami, poiché il preside decise che sarebbe valso solo lo scrutinio a causa dell'imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate. A giugno dello stesso anno inizia, come ricorda lo scrittore, «una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere, di sangue, di paure.» Nel 1944 si iscrive alla facoltà di Lettere ma non consegue la laurea. Si iscrive al Partito Comunista Italiano e dal 1945 pubblica racconti e poesie, arrivando anche fra i finalisti delPremio Saint Vincent. Dal 1948 al 1950 studia regia all'Accademia di Arte drammatica Silvio d'Amico e inizia a lavorare come regista e sceneggiatore.